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Cap. 18 Gli Spagnoli-I due Borromeo
   
 

Con il"governo"spagnolo la nostra regione era una provincia data ad un favorito del re che s'arricchiava senza spendere un soldo, ogni nuovo governatore era sinonimo di nuovi tributi ed ingiustizie, infatti s'erano create moltissime leggi che permettevano al ricco di fuorviare la giustizia, molto presente poi la corruzione dei giudici che condannavano sempre il povero, l'industria veniva scoraggiata ed il commercio rallentato da 1000 vincoli burocratici.
Dopo l'epoca del Moro, l'Italia fu onorata da molti scultori e pittori che lasciarono nelle chiese bellissimi ricordi. Tra gli scultori "del governo spagnolo" si debbono ricordare:
Marco Agrati creatore del Bartolomeo scorticato,Della Porta, Agostino Busti (il Bambaja) con la sua opera piu' importante:il mausoleo a Gastone de Foix, deceduto nel 1512 durante la battaglia di Ravenna e sempre sua la cappella della "Presentazione di Maria" in Duomo, la casa Ponti con una porta mostrante 2 medaglie:l'angelo e la vergine.
Altri autori da ricordare Biffi e Vismara, quest'ultimo scultore del bassorilievo sulla porta maggiore del Duomo, l'Aretino creatore di un monumento in marmo e bronzo in ricordo di G.Giacomo de Medici (il Medeghino), l'unico che seppe resistere ai francesi, agli Sforza ed a Carlo V°, scese persino a patti con l'imperatore ottenendo il marchesato di Marignano e suo fratello GianAngelo successivamente divenuto papa (Pio V° di cui vediamo nel Poscoro del Duomo la statua) fece disegnare a Roma il mausoleo da Michelangelo Buonarrotti.Ma torniamo agli spagnoli, nel 1546 F.Gonzaga l'allora governatore di Milano, muni'la citta'con dei bastioni per potersi difendere in caso d'attacco comprendendo un ampio circuito, perche'c'erano diversi edifici e chiese diroccate fuori dalle mura di Azzone.
Fece inoltre togliere i ponti levatoi dalle porte sopra il naviglio sostituendoli con pietre e demoli' la porta Comasina e Vercellina per evitare che i nemici potessero usufruirne come rifugio. Nel 1548 Filippo II° entro' in Milano ed il Gonzaga abbatte' molte case e tetti sporgenti che celavano la vista alle contrade, distrusse anche S.Tecla per ampliare p.za Duomo e nel 1582 per ordine di Filippo II° riprese a fortificare il castello.
Nel 1612 venne ampliata "la fossa" e nel 1655 vennero aggiunte altre 6 fortificazioni, (nonostante le quali nel Giugno del 1796 cadde in mano francese e nel 1801 furono distrutte le fortificazioni fatta eccezione per il quadrato sforzesco).
Abbiamo parlato di esimi scultori,non possiamo dimenticare i pittori che seguirono l'insegnamento di Leonardo (Melzi d'Eril, Marco d'Oggiono, il Salaino, Boltraffio, Cesare da Sesto, Bernardino Luino di cui possediamo diversi capolavori, Gaudenzio Ferrari, Piazza, Caravaggio, Lomazzo Figino.Abbiamo accennato alla peste, ma non abbiamo parlato di chi dedico' anima e corpo per combatterla:Carlo Borromeo.
Nipote di Pio IV, fu tra i piu'importanti promotori del concilio di Trento, che voleva opporre il Cristianesimo alla riforma luterana.
Dedico' se' stesso nell' alleviare i mali causati dalla peste del 1576 fece innalzare ad esempio diverse colonne nei crocicchi delle vie,alla base delle quali c'erano degli altari ove venivano esercitate funzioni religiose alle quali i cittadini potevano assistere evitando pericolosi contatti,quelle colonne tra l'altro ci indicano dove si aprivano le porte delle mura di Massimiano.
Terminata la peste S.Carlo fregio' con una corona d'argento il simulacro della Vergine in S. Nazario Pietrasanta ed inauguro' S. Sebastiano, in quel posto esisteva gia' la chiesa di S. Tranquillino ove c'era l'altare di S.Sebastiano, qui S.Carlo nel settembre del 1577 pose la prima pietra. Borromeo voleva eliminare l'ordine degli umiliati, artigiani della lana non desideravano offrire alla chiesa le sostanze guadagnate,opponendosi alla riforma di Carlo il quale subi' un attentato nel 1569 da un umiliato.Tale tentativo fu la conseguenza immediata della soppressione del ramo maschile che constava di ben 95 case in Italia, le monache umiliate invece rimasero sino alla fine del XVIIIsec.In Dicembre a Milano e' tornato alla luce un convento del 500

 
 
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