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Attila-Teodorico-Brolo
I monumenti dei quali abbiamo trattato sinora erano ancora integri nel 452,sino a quando
scesero in Italia gli Unni di Attila, un feroce condottiero chiamato per fama cruenta, il
flagello di Dio.Saccheggiavano,distruggevano senza pieta' tutto quello che si parava di
fronte a loro, Padova, Aquileia e Milano furono devastate da furia barbara. Proprio a Milano
lasciata deserta dai cittadini atterriti ne rovino' gli edifici, distrusse le chiese.
Nel 539 i Milanesi "accesi" dal vescovo Dazio si ribellarono ai barbari Goti e li scacciarono
dalla citta', il successo pero' non duro' molto,mancarono infatti i soccorsi promessi
da Roma ed i Goti uniti ai Borgogni sotto la guida del capo Uraja si rimpadronirono
della citta', facendo scontare in modo ancor piu' cruento il loro breve trionfo.
Milano venne nuovamente messa a ferro e fuoco,distrutti palazzi patrizi, le cento torri
la curia e le reggie,rimase un cumulo di rovine,cessarono industria e commercio ed
occorsero ben 5 secoli prima che Milano tornasse metropoli lombarda.
I sopravvissuti a tale rovina si radunarono intorno alle poche chiese vicino alle quali
costruirono delle casette in legno,unico materiale che abbondava nei vicini boschi,casette
che erano frequentemente divorate dal fuoco,causa i camini accesi nel centro della" casa",
i camini dell'epoca erano molto diversi dai nostri e il fumo usciva per un buco nel soffitto.
Alcuni possedevano un piano superiore,il solarium (da cui solajo) degni di nota, si che una
chiesa vicina ad una casa solariata fu detta S.Maria in Solariolo,rifabbricata poi con il
nome di S.Fedele.Le piazze in cui cresceva l'erba per il pascolo degli animali venivano
chiamate "pasquee", nome che viene conservato in S.Vito al Pasquirolo,altre aree erano a
S.Satiro, S.Giovanni sul Muro, S.Redegonda. Vicino alle chiese il prato si chiamava camposanto
ed era propieta' del vescovo,al quale appartenevano il Brolo ed il Viridarium.
Il Brolo vecchio era usato per i mercati d'ogni giorno o dove si bruciavano i condannati al
rogo.Il Brolo era propieta' dell'arcivescovo,come gia' detto,proprieta' sin dal 900,cominciava
dalla oggi distrutta chiesa di S.Barnaba, accanto al teatro della Commenda, comprendendo S.Giovanni
in Guggirolo.Il Brolo era un fondo erboso, con piante, insomma un parco ove c'erano anche animali
per la caccia.In una carta del 1277 questo spazio era determinato da un corso ed una contrada,
una l'attuale porta Romana, l'altra dal corso alla chiesa di S.Antonio, un'altra carta definisce
meglio la contrada in cui un'abitazione situata in via Paltano, oggi Pantano, confinava con la
strada del Brolo. Nel 1156 venne scavata la "fossa" che divento' il naviglio, dividendo in due il
brolo, una parte nella cerchia della citta', l'altra fuori, ma quando si alzarono i bastioni fu
compreso nelle mura. Da ricordare anche il Broletto piccolo che occupa il palazzo di corte,era
propieta' del vescovo,poi del comune, qui s'amministrava la giustizia. Altro luogo aggregativo
era il forum assemblatorium, luogo d'assemblee, situato in una piazza (dell'Arengo)l'edificio
era chiamato Arengario, qui i cittadini si riunivano per pronunciare discorsi, ed" arringare"
il popolo.
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