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Nell'anno 560 una popolazione barbara scese in Italia confondendosi con la
popolazione e mischiandosi, questo popolo era il longobardo. Divisero l'Italia in 36 parti
denominate Ducati, soggette ad un re. A Milano pose sede un duca che ando'a risiedere nel
centro citta', nel "Curtis Ducis", nome che venne corrotto con il passare del tempo in corduce
o cordusio. Il palazzo s'estendeva dal Cordusio sino alla chiesa di S. Protaso, mentre il re
risiedeva a Pavia, a dimostrazione dello stato della citta' dopo il passaggio delle orde barbare.
La storia o la leggenda, i monumenti sono unanimi nel celebrare
una donna, Teodolinda, regina longobarda fondatrice della basilica di S. Giovanni Battista di
Monza arricchendola poi con onrnamenti d'oro ed argento, tesoro che consta di 2 corone d'oro,
una chiamata di Teodolinda, l'altra ferrea (sempre d'oro) utilizzata per incoronare i re d'Italia.
Questa corona composta da 6 pezzi quadrilunghi uniti da cerniere all'interno di una lamina di
ferro ed adornata di 22 gemme colorate e 24 gioielli smaltati. Oltre al valore storico, la
leggenda vuole anche santa, narra che la madre di Costantino (Elena) trovo' i chiodi con i quali
fu crocefisso Cristo, di uno si fece un ferro di cavallo, dell'altro un diadema d'oro donato da
Teodolinda alla basilica di Monza. Altre"notizie" portano il"chiodo "sull'elmo di Costantino,
comunque sia veniva "usato" per coronare le "regal teste" ultime delle quali, Carlo V nel 1530
a Bologna, Ferdinando I° il 6 Settembre 1838. Vi sono pero' delle eccezioni, per Carlo VIII° ne
fu forgiata una in acciaio con forma di ghirlanda d'alloro con pietre preziose. Aggiunta al
tesoro della basilica un'altra corona, irrilevane, ma con un "documento importante perche' recante
un'importante formula: "Agilulf Grat Dei Vir Glor Rex Totius Itali Oferet Sco Jhoanni In Ecla
Modicia" cioe' Agilulfo per grazia di Dio uomo glorioso e re di tutta Italia, offre a S.Giovanni
nella chiesa di Monza. Iscrizione importante perche'si usa per la prima volta la formula Gratia
Dei adottata poi da ogni sovrano. Questa iscrizione era posta su una corona che il marito di
Teodolinda (Agilulfo) aggiunse al tesoro, poi fusa nel 1804 da un francese (Charlier).
Arte e scienza non fiorirono particolarmente in questo periodo, non dobbiamo dimenticare pero'
che si deve ad Autari (un re) l'esonero del" tributo servile" per i maestri comacini che si sparsero
per il mondo per studiare le varie architetture, da cui scaturi' il "nostro stile "principio del
Gotico. I Longobardi non avevano rispetto per nulla e nessuno, assediarono anche Roma con Astolfo
ed il papa (Stefano II) chiese aiuto per la prima volta allo straniero (Pipino re dei Franchi).
La seconda volta che un papa chiese aiuto fu Adriano che richiamo' i Franchi con Carlo Magno
che vinse i Longobardi, conquistandoli, ridando al papa la donazione di Pipino e tenendosi il
resto d'Italia. L'ultimo re longobardo fu Desiderio,relegato in un convento da Carlo Magno, mori'
nel 774 ,di lui rimangono la chiesa di S.Sisto ed il monastero di S.Maria Vigelinda detto poi
dal 1154 di S.Redegonda.Ma torniamo a Carlo Magno,si fermo per un p'o' a Milano ove nacque e
fece battezzare, la figlia Ghilsa, battezzata in S. Stefano alle fonti, da Tommaso, primo vescovo
a farsi appellare arcivescovo. Carlo Magno fece abolire il rito ambrosiano (battesimo con
immersione completa del corpo) per mostrare riconoscienza al papa che l'aveva nominato imperatore
d'occidente,sostitui'il rito ambrosiano con il romano. Per questo venne osteggiato dal popolo,
accortosi dell'errore fece incoronare dal metropolita suo figlio Pipino re d'Italia,da allora
l'arcivescovo ebbe diritto a coronare i re d'Italia,l'arcivescovo acquisi' maggior importanza,
si puo'segnare in quest'epoca principio d'autorita' che diede origine ai comuni.
Era comunque un periodo di guerre continue, di religione mista a superstizione, d'incertezza
sul"domani", di costumi corrotti (oggi e' diverso?) scherzi a parte non c'era posto per gli
affetti famigliari, mogli che tradivano il marito lontano in guerra e la legge del "tempo"
non aveva perdono per la donna colpevole, ogni mattina si scoprivano nelle cloache o negli
immondezzai i cadaveri di bambini che prima d'essere nati erano condannati a morire. Dateo,
arciprete, alla vista continua dei piccoli cadaveri penso' di rimediare comperando una casa
all'angolo di via Cattaneo e Foscolo ponendola sotto podesta' dell'arcivescovo ed eresse
una chiesa dedicandola alla Vergine Maria (ignoriamo il motivo per cui fu chiamata di S.Salvatore
ove erano accolti i bambini abbandonati, venivano allattati e mantenuti sino a 7 anni d'eta'
istruiti a qualche lavoro e poi liberi d'andarsene a cercar fortuna.
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